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3 novembre 2010

Google boost: pubblicità per le piccole imprese locali

0 commenti, Pubblicato da Unknown alle 11:20 ,


L'impero Google colpisce ancora e questa volta si focalizza sulle pmi; già da tempo Big G stava lavorando sullo sviluppo di un circuito pubblicitario semplice ed automatico, destinato alle piccole imprese che volevano pubblicizzare la propria attività senza la necessità di affiliarsi ad Ad Words.

Il nuovo circuito pubblicitario che doveva affiancarsi ad Adwords e chiamarsi "Simple Ads" è stato però accantonato e al suo posto da qualche giorno è stato lanciato Google Boost.
L'idea orginale è rimasta la stessa, creare un network destinato ai piccoli inserzionisti, in grado di offrire un sistema di inserzioni semplice e praticamente automatico.
Google Boost, però, ha in più l'integrazione con Google Places e quindi la geolocalizzaione della pubblicità che serve ad "aiutare le piccole attività a connettersi con i potenziali clienti che vivono nella loro stessa area geografica".

Gli spazi promozionali vengono creati direttamente tramite il proprio account Google Places e la loro gestione risulta davvero semplificata; l'inserizionista deve solo scegliere il budget della campagna e al resto ci pensa Google.

Nell'annuncio pubblicitario andranno nformazioni base, quali il nome della compagnia, l'indirizzo, il numero di telefono e il sito Web e in più sarà possibile il numero di recensioni ricevute e un indicatore di apprezzamento sotto forma di stelle.

Come per AdWords, anche in Google Boost l'inserzionista paga solo per i click ricevuti dai potenziali clienti che potranno essere monitorati attraverso un sistema di statistiche integrato all'account Boost.

L'ennesima mossa di Big G in ambito pubblicitario si focalizza sul locale e va a prendere il posto di quelle aziende che da anni lavorano nei local business (ad esempio Pagine Gialle) e tutto ciò pochi giorni prima dell'annuncio da parte di Google dell'integrazione di Places nei risultati organici delle ricerche per la local search.... e il monopolio si consolida.

10 settembre 2010

Google Istant: il web cambia strada.

0 commenti, Pubblicato da Unknown alle 18:07 ,


Google Instant è la nuova creatura di Big G pensata per visualizzare dinamicamente i risultati delle ricerche mentre l'utente sta ancora digitando  la sua richiesta; in pratica nella stringa di Google, durante la digitazione della frase di nostro interesse, compaiono dei "suggerimenti" che
dovrebbero facilitare l'utente nel trovare quello che sta cercando. Tali suggerimenti non si limitano però a comparire nel campo di ricerca  ma influenzano, in tempo reale, la serp di Google cioé modificano i risultati che noi visualizziamo attimo dopo attimo.

La nuova funzionalità per ora è disponibile di default su google.com in inglese; è però possibile provare Google Instant tramite un account Google anche  in Germania, Francia, Spagna, Italia e Regno Unito.

Non c'è dubbio che tra le tante novità che Google mette sul mercato ogni mese questa rappresenta secondo molti, una svolta destinata a cambiare  il modo in cui gli utenti finali effettuano le ricerche  su Internet.

20 luglio 2010

Google, la Search Neutrality e il Web Semantico

0 commenti, Pubblicato da Unknown alle 09:34 ,

 

im-feeling-lucky Cosa c’entrano la Search Neutrality con il Web Semantico?

Come sempre tutto ruota intorno a Big G; è infatti di pochi giorni la notizia che Google ha acquistato Metaweb, un’azienda specializzata in Web semantico, con un database di oltre 12 milioni di entity. lo scopo di Google è quello di creare un search engine semantico, in grado di dare dei risultati alle ricerche degli utenti che siano non solo frutto di query o keyword ma che fornisca dei risultati migliori possibili in base alle richieste fatte e ciò grazie ad un utilizzo semantico della rete.

L’obiettivo di Big G è quello di migliorare la ricerca superando il solo criterio basato su un algoritmo classico poiché “il web non è solamente composto da parole ma è informazione circa le cose del mondo reale, e capire le relazioni tra le entità del mondo reale può aiutare a disporre di rilevanti informazioni più rapidamente”.

Con questo ulteriore passo, che è già in cantiere da diverso tempo, Google sembra voler rispondere alle critiche di questi giorni sollevate del NY Times che accusa il colosso di mountain View di comportamenti poco chiari nei confronti dei risultati del motore di ricerca. Secondo il New York Times i risultati delle ricerche sono molto spesso influenzati da simpatie da parte di Google nei confronti di alcuni noti marchi di casa propria o di altre aziende, privilegiando questi rispetto ad altri competitors.

Risulta così chiaro come queste critiche abbiano spinto molti ad invocare una sorta di search neutrality da parte di Google per rendere la rete un territorio di competizione ad armi pari, e la svolta in senso semantico di Big G dovrebbe essere un primo passo verso questo auspicabile orizzonte.

1 luglio 2010

Google link vs Facebook like

0 commenti, Pubblicato da Unknown alle 15:54 ,
Facebook entra a far parte del mercato dei motori di ricerca, in concorrenza diretta con Big G portando sul panorama search engine una massiccia infrastruttura di connessione già in vigore e una nuova visione del SEO attraverso la logica del like.

Molti sono i rumors che circondano la recente strategia di ricerca di Facebook che ha deciso di integrare nei risultati di ricerca interni a FB le pagine esterne.

Grazie alla logica dell'Open Graph, FB permette di portare l’esperienza del social network all’esterno di Facebook e attivarla potenzialmente in qualsiasi contesto digitale.
Chiunque visita un sito che implementa questa tecnologia è in grado di interagire tramite Facebook senza accedere al portale.

Dato il gran numero di utenti di Facebook e la quantità di tempo dedicato alla ricerca da parte di questi, diventa incredibilmente attraente per qualsiasi fornitore di contenuti la possibilità di comparire sul social network che meglio di altri servizi è in grado di veicolare grandi quantità di traffico.

Facebook ha recentemente confermato alla sua comunità di sviluppatori che la logica dell'Open Graph permetterà di creare una query di ricerca basata sui like. Con questo criterio il link baiting e le tecniche seo conosciute fino ad oggi dovranno lasciare spazio a nuovi metodi di ottimizzazione.
In altre parole il sistema basato sul link-building verrà sositutito da un più sociale like-building.

Mentre la società non ha ancora fatto un annuncio pubblico di nessun genere, Facebook fa ormai parte del mercato dei motori di ricerca, e grazie alla massiccia infrastruttura di collegamento già esistente potrebbe in poco tempo raggiungere livelli in grado di mettere a repentaglio il primato di Google.

27 giugno 2010

GumGum: nuovo sistema pubblicitario In-image

0 commenti, Pubblicato da Unknown alle 14:17 ,

 

gumgum adv GumGum è una società Californiana che alcuni anni fa entrò nel mercato con una tecnologia per il monitoraggio delle foto pubblicate sul web in modo che i proprietari dei contenuti potessero generare ricavi da coloro che avevano pubblicato le foto. Ma l'azienda, nel giro di poco tempo, capì che poteva essere creato maggior business creando da zero delle immagini nelle immagini, cioé vere e proprie pubblicità visive all'interno delle foto presenti sul web sovrapponendo annunci adv su foto di celebrità e altro ancora.

Con questo sistema GumGum consente agli inserzionisti di poter pubblicizzare il loro prodotto attraverso l'utilizzo dell'immagine di un testimonial, un po' come succede nella pubblicità classica, solo che l'immagine in questione può trovarsi ovunque e non solo all'interno di una rivista. Ciò consente all'inserzionista di sfruttare un sistema pay-per-click per poter ottimizzare la massimo il ritorno di investimento pubblicitario.

L'azienda ha creato una piattaforma self-service che consente ai publisher di registrare un account GumGum e andare a creare annunci illustrati in modo completamente automatizzato. Gli annunci in-immagine sono stati un tale successo che GumGum raggiunge ora 65 milioni di visitatori unici mensili, con una crescita continua ad un ritmo rapido.

Fondata nel 2006 da Ophir Tanz e Air Mir, la società ha cominciato con una tecnologia per tracciare le foto in modo che i proprietari di contenuti potessero generare entrate royalty da chi pubblicava le foto su siti web. Ora ha completamente trasferito il suo business core nella creazione di annunci illustrati. Quattro mesi fa, l'azienda ha iniziato a provare il suo Service Automation per la pubblicità, ed ora il servizio è vivo. Gli editori possono inserire gli annunci in immagini senza problemi e in maniera automatica come già succede con il servizio Adsense di Google.

Lo staff di Gum gum ha spiegato come il numero dei click sia molto più elevato per gli annunci visivi che non per quelli testuali; le pubblicità di google Adwords hanno un ritorno di clic in percentuale tra lo 0,15% e lo 0,3%, mentre secondo le stime di Gum Gum gli annunci visivi interni alle foto hanno un click rate che varia dallo 0,3 fino al 3%, cioé 10 volte di più rispetto agli annunci classici.
Con questo sistema l'azienda Gum Gum è riuscita in poco tempo ad acquisire clienti del calibro di MTV, Glam e molti altri; vedremo in futuro se l'in–image advertising si consliderà come nuovo veicolo pubblicitario digitale.

5 luglio 2009

I mestieri ai tempi del web

0 commenti, Pubblicato da Unknown alle 12:32 ,
Mi è capitato ultimamente di intraprendere alcune conversazioni con diverse persone di come siano cambiate l'essenza e la natura stessa di alcuni mestieri, nel momento in cui il web da qualche anno a questa parte ha contribuito alla nascita e allo sviluppo di una società digitalizzata.
Pensiamo ad alcuni esempi di professioni, che con la crescita di Internet, hanno subito una vera e propria rivoluzione :

- il primo mestiere della lista è il giornalista; con i cambiamenti negli approcci comunicativi dipesi dal web e con la nascita di strumenti di informazione diretta (come i blog) oggi sono in molti coloro che hanno deciso di aprire un proprio spazio nella Rete in cui ognuno ha la possibilità di esprimere il proprio punto di vista e le proprie considerazioni. Il problema dei blog di natura giornalistica sta nel fatto che la professione del dare informazioni consiste in un lungo processo ( o almeno così dovrebbe essere) fatto di diverse tappe che nasce dalla valutazione del tipo di notizia fino al controllo delle fonti, passando per problematiche riguardanti l'etica del mestiere stesso. Il giornalismo on-line fatto dai non giornalisti non viene mai visto di buon occhio da coloro che nel fornire un servizio di informazione, vedono nello sviluppo dei blog di giornalismo, una rottura del sistema e una svalutazione del mestiere del giornalista.
C'è però da dire che la natura del mezzo Internet, che per la sua struttura comunicativa è il mezzo di informazione più democratico, ha dato la possibilità a chiunque di poter accedere ad un canale di espressione del proprio punto di vista che per molti era impensabile fino a pochi anni fa. Ciò ha fatto che si che la Rete da qualche anno a questa parte è diventata un contenitore di notizie, idee, considerazione, valutazioni che hanno contribuito a fornire digital citizens un modo di crescere e accrescere le proprie relazioni, costruendo una società digitale che ha migliorato il nostro modo di interfacciarci con ciò che abbiamo intorno.
Se quindi da un punto di vista l'enorme democraticità del web è un ostacolo allo sviluppo di un'informazione corretta e fatta da professionsiti in grado di farla da un'altra rappresenta un valore aggiunto nella crescita sociale e culturale di ognuno di noi.

- un altro ambiente professionale, in parte legato al giornalismo, che ha risentito dell'"influsso negativo" del progresso tecnolgocico è quello del fotorporter. In questo caso il problema non è legato tanto ad Internet quanto all'enorme consumismo che negli ultimi anni si è insediato con forza nell'ambiente delle tecnolgie ICT ed ha contribuito alla nascita di un mercato di largo consumo di prodotti che prima non erano accessibili se non ai professionisti (cioè a coloro che potevano investire alte quantità di soldi in mezzi tecnici). Sto parlando ad esempio della fotografia e di come oggi chiunque possa acquistare un prodotto prosumer di alte capacità tecniche a basso prezzo, e sentirsi fotoreporter a tutti gli effetti. Il fotogiornalismo ha risentito in maniera negativa di questo meccanismo, che ha creato una serie di simil-fotografi disposti a lavorare per pochi soldi, con relativo prodotto scadente, ma che fanno la fortuna di tanti editori che preferiscono acquistare materiale di seconda scelta rispetto che pagare il giusto compenso a professionisti del settore. I fotografi oggi sono costretti a svendere il loro mestiere per potere sottosostare a questa logica di marketing che privilegia produzioni poco costose ma scadenti rispetto a materiali di qualità ad un prezzo più alto.

A breve continuero la digressione nell'ambito delle professioni che hanno risentito della logica del web, cercando di esporre come anche altri ambienti (non solo quelli legati al mondo dell'informazione) abbiano subito dei cambiamenti rilevanti a causa (o grazie a, dipende dai pv) dell'avanzare della società digitale...